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CONSIDERAZIONI SULLA PORTATA DEGLI IMPIANTI - |
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| Il fabbisogno
termico max per un appartamento di 100 m² in Pianura Padana è
mediamente di circa 6 kW (5.160 kcal/h) pari ad una portata di 344 L/h
(con ∆T 15°C). Anche una sola delle valvole da 3/4" del
Galileo può riscaldare l’intero appartamento in quanto con
344 L/h ha una perdita di carico di soli 1,5 kPa (150 mm. c.a.). Se vi è installato un Galileo a 3 zone (giorno, notte, bagni) la zona più grande, in genere la “giorno”, avrà una portata max di circa 200 L/h che comporta una perdita di carico nella valvola di soli 0,5 kPa (50 mm. c.a.). Quanto sopra è valido per un funzionamento normale nelle 24 ore dell’impianto ma qualora l’utente pretenda di riscaldarsi con poche ore al giorno, non è l’aumento della potenza della caldaia o della sezione dei tubi o del diametro delle valvole che risolve il problema; questi sono quasi sempre più che sufficienti, ma è con una forte maggiorazione dei radiatori o con la loro sostituzione con ventil-convettori. Poiché questa è una soluzione laboriosa e costosa, è molto più semplice convincere l’utente a dilatare l’orario di riscaldamento. Con immissione di calore per 24 ore su 24 (anche se con un lieve abbassamento notturno) e per 180 giorni invernali su 180, l’acqua in entrata ai radiatori può essere a soli 36-38° C per gran parte dell'inverno. Perciò l’ impianto a radiatori si avvicinerà nelle prestazioni a quello a pannelli a pavimento. A parità di consumi, l'utente ne guadagnerà anche in comfort in quanto sarà circondato da superfici meno fredde e potrà tenere l’aria ambiente ad una temperatura minore. Ne guadagnerà anche la salubrità dei locali in quanto le murature saranno più calde e in maniera uniforme, riducendo l'entità dei ponti termici (minor pericolo di muffe) e i moti convettivi dell’aria (minor sollevamento di polvere, nessuna stratificazione 28-30° al soffitto) ecc. |
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| 2) | -
OTTIMIZZAZIONE DEL CONFORT AMBIENTE - |
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Il termostato ambiente,
abbinato alla regolazione "a punto fisso", essendo in pratica
una sonda interna, consente di sfruttare anche tutti gli apporti di calore
“gratuiti” (irraggiamento solare, luci, persone, cottura cibi,
elettrodomestici ecc.) che possono essere massicci e variabili improvvisamente.
Perciò anche nei sistemi di regolazione modulanti con centralina
climatica è utile l’installazione di una sonda interna (oltre
a quelle esterna e di mandata) la quale, in effetti, è quella che
determina il comfort finale. Avendo l’avvertenza di consigliare
un termostato ambiente di buona precisione (∆T 0,2 – 0,3°C),
meglio se non ad incasso, il sistema a punto fisso può garantire
un buon comfort, con variazioni interne contenute nei 0,4 – 0,5°C,
simile a quello dei sistemi modulanti ma con minori costi e complicazioni. |
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| 3) | -
LA CONDENSAZIONE IN CALDAIA - |
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E’ opinione diffusa
che un sistema di regolazione modulante dei pannelli a pavimento, lavorando
ad una temperatura inferiore (ad es. attorno ai 28°C), faccia condensare
meglio le caldaie rispetto ad un sistema a punto fisso (che può
lavorare ad es. a 32°C). Spesso però sfugge il particolare
che, nei sistemi modulanti la costante è il tempo e la variabile
è la temperatura, perciò essa è mantenuta a lungo;
mentre nei sistemi a punto fisso la costante è la temperatura e la variabile è il tempo (perciò i 32°C, ad esempio, non sono continuativi ma possono scendere anche a 20 – 22°C durante l’arresto delle pompe). Alla ripresa della circolazione, la temperatura del ritorno è quasi sempre inferiore a quella di un sistema modulante, con un aumento considerevole di condensa che va a compensare la minor produzione che se ne ha a regime. In definitiva si verificano due modi diversi di condensazione nelle caldaie, ma la quantità annuale di condensa è risultata praticamente la stessa. |
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| 4) | -
LA REGOLAZIONE A PUNTO FISSO - |
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Un grande vantaggio dei
sistemi di regolazione a punto fisso dei pannelli a pavimento è
la riduzione drastica del numero di partenze caldaia rispetto ai sistemi
modulanti. La causa basilare è il forte divario tra la quantità
di calore erogata dalla caldaia, pur al minimo della sua potenza, e la
quantità di calore oraria assorbita da un impianto tenuto a regime
per 24 ore (salvo un lieve abbassamento notturno) quale quello a pannelli.
Ad esempio per 100 m² di superficie radiante, su civile abitazione,
a fronte di una dispersione max, la dispersione media oraria invernale
è attorno ai 3 kW e attorno ad 1,5 kW nella mezza stagione. Ma
proprio con i sistemi di regolazione modulante si verificano tali valori,
in quanto, essi immettono calore in modo continuativo nelle 24 ore e il
calore immesso sarà perciò pari alle dispersioni. Purtroppo ben pochi generatori riescono a scendere a questi livelli di potenza e soprattutto a non perdere in rendimento qualora ci riescano. Di conseguenza essi dovranno spegnersi e accendersi a ripetizione; viceversa nei sistemi a punto fisso, durante la fermata pompa/e, l’acqua nei pannelli si raffredda anche di parecchi gradi creando un “bacino” relativamente freddo nel quale il generatore, al riavvio, può scaricare il suo eccesso di potenza. Esso perciò funzionerà più a lungo e rimarrà in sosta più a lungo. L’inerzia termica delle grandi masse, tipica di un impianto a pannelli, unita alla presenza di un termostato ambiente preciso, provvede poi a smorzare le variazioni di temperatura interne, assicurando così il comfort. Molteplici serie di letture del numero di partenze, effettuate su generatori dotati di contapartenze, hanno indicato che mediamente esse passano da circa 25.000 all’anno con regolazione a punto fisso a circa 45.000 con regolazione modulante. N.B.: Per impianti più complessi, in caso di esigenze particolari o di specifica richiesta dell'utente, è possibile comunque trasformare il COMBI 2 da sistema a punto fisso a sistema modulante. E' sufficiente sostituire l'esistente testa termostatica della valvola a 3 vie con il servocomando Landis Staefa SSA81 avente stesso ingombro e stessa ghiera, senza quindi necessita' di adattatori. Naturalmente vanno poi previste: |
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| • Le sonde (esterna,
interna e di mandata) • La centralina climatica • I collegamenti elettrici con cavi schermati al servocomando, alla centralina e alle sonde. |
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| 5) | -
COME ALLUNGARE LA VITA DELLA CALDAIA - |
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La regolazione a punto fisso,
di serie nel PAVITANK, riduce drasticamente
i “transitori” (accensioni e spegnimenti) del generatore rispetto
alla regolazione climatica, vedasi approfondimento n.4. Il serbatoio inerziale
li diminuisce ulteriormente perchè medialmente decuplica il contenuto
d’ acqua di una caldaia murale. Il minor "stress" da eccesso
di partenze , aumenta considerevolmente la vita e l' affidabilità
della caldaia, ne consegue anche un minor fastidio per l'utente se il
generatore è ubicato in cucina. Anche la resistenza con funzione
antigelo salvaguarda la longevità della caldaia e in caso di suo
blocco può riscaldare circa 50 metri quadrati nella mezza stagione. |
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